Prima condanna al regime dei Khmer rossi

35 anni al grande fratello Duch

A trent'anni dalla fine del regime prima storica condanna per Kaing Guek Eav, direttore del campo S-21 in cui vennero uccise oltre 12.000 persone. Tra il 1975 ed il 1978 la violentissima dittatura guidata da Pol Pot sterminò circa 1.800.000 cambogiani. Solo ora la Camera di consiglio straordinaria delle Corti della Cambogia sostenuta dall'Onu ha iniziato i processi. Ancora quattro i dirigenti dei Khmer rossi in attesa di giudizio: "il fratello numero 2" Nuon Chea, l'ex capo di stato Khieu Samphan, l'ex ministro degli esteri Ieng Sary e sua moglie Ieng Thirith.
Kaing Guek Eav, noto negli anni del regime col nome di grande fratello Duch, è stato condannato per i crimini di omicidio, tortura, stupro e crimini contro l'umanità. Alla prigionia nel campo S-21 sono sopravvissuti solo 20 detenuti: durante il processo i testimoni hanno raccontato le torture inflitte ai prigionieri nel celebre luogo di morte.

Per approfondire:

Ong Thong Hoeung, Ho creduto nei Khmer rossi, Guerini e Associati, Milano, 2004. Libro-denuncia dell’orrore della rieducazione attuata dal regime Khmer e del tragico destino di un popolo.

Roland Joffé, Urla del silenzio, titolo originale: "The killing fields", drammatico, Gran Bretagna, 1984. La storia di Dith Pran, l'nterprete che riuscì a portare in salvo il giornalista del New York Times Sidney Schenberg e per questo venne rinchiuso nei campi di lavoro.





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