Jacques Rossi


1909

Nato in Francia, studia Belle Arti e Civiltà Orientali a Berlino, a Cambridge e alla Sorbona; in Polonia con la madre, a sedici anni è già membro del PC clandestino polacco; poliglotta (conosce una decina di lingue), viene arruolato dal Komintern, per il quale svolge alcune missioni. Dalla Spagna, dove si trova durante la guerra civile come agente di collegamento, viene richiamato a Mosca: è il 1937, l'anno della grande purga staliniana e a "Jacques il francese" vengono affibbiati dieci anni di lager per "spionaggio a favore della Francia e della Polonia". Nel 1948, invece di essere rilasciato si vedrà allungare la pena di altri 10 anni. Quei vent'anni verranno ironicamente definiti dal Rossi stesso, in un CV in inglese: "Survival studies, the GULag Archipelago: 1937-1957". Nonostante il XX Congresso del 1956, deve passare altri 4 anni relegato a Samarcanda, in Asia centrale. Con grandi difficoltà e minacciando clamorose proteste riesce a ottenere un visto per la Polonia comunista e a tornare definitivamente in Francia solo nel 1985. Gli "studi di sopravvivenza" frequentati suo malgrado gli consentono di redigere un dizionario enciclopedico di oltre 2000 schede (e migliaia di voci e accezioni): il "Manuale del GULag", pubblicato in russo, a Londra, nel 1987, ma ignorato dagli editori occidentali non interessati alla documentata testimonianza. Passerà un decennio prima che in Francia (1997) lo pubblichino. Oltre al Manuel du Goulag, nel 2000 sono usciti dei racconti, tradotti anche in italiano nel 2003: Com'era bella questa utopia. Cronache dal GULag.