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Persecuzioni

"La morte di Videla chiude un capitolo doloroso"

Haaretz fa luce sul rapporto tra ebraismo e regime argentino. Gli ebrei furono colpiti sia per le idee politiche, sia per razzismo. Ma mentre alcuni di loro si adoperarono per salvare i perseguitati, altri furono indifferenti. Lo storico Daniel Muchnik evidenzia il ruolo negativo della politica di Israele. 


Violenze elettorali in Kenya

Un rapporto della Commissione di verità e giustizia del Paese africano condanna il Presidente Uhuru Kenyatta, figlio del leader anti-colonialista Jomo, per gli scontri post-elettorali del 2007-2008 che causarono 1.000 vittime e lo sfollamento di 600.000 persone. 


"Sono Giuseppe, vostro fratello"

Intervista a Baruch Tenembaum, fondatore della International Raoul Wallenberg Foundation, sull’attività di Papa Roncalli in favore della comunità ebraica durante la Shoah e sulla candidatura del pontefice come Giusto tra le Nazioni.


Jan Karski, una "missione per l'umanità"

Note a margine della giornata di studi e della mostra Jan Karski. Una missione per l'umanità. La riflessione di Anna Maria Samuelli, membro della Commissione Didattica di Gariwo.


Shoah e genocidio cambogiano al Festival di Cannes

Alla manifestazione francese Le dernier des injustes di Lanzmann e L'image manquante di Panh portano l'attenzione su due dei più grandi drammi della storia del ventesimo secolo.


Annullata la condanna a Rios Montt

La Corte Costituzionale guatemalteca ha stabilito che un conflitto di attribuzione tra due giudici rende nulla la sentenza del 10 maggio contro l'ex dittatore accusato di genocidio e crimini contro l'umanità.  


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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Multimedia

Goli Otok, l'isola nuda

realizzato da "Osservatorio Balcani e Caucaso"

La storia

Cardinale Jozsef Mindszenty

oppositore al dialogo tra Chiesa e regime comunista