Modalità di esecuzione

In primo luogo fu attuata l'eliminazione degli elementi legati al vecchio regime, ormai contaminato dal capitalismo. Importante rilevare l'aspetto "igienista" del genocidio cambogiano, mutuato da quello sovietico: il terrore di massa leninista intendeva purificare la terra russa, eliminando gli "insetti nocivi". In questo senso si possono leggere gli eccidi come il tentativo di estirpare dalla società Kmer il suo "tumore borghese".
In secondo luogo furono pianificate le deportazioni di centinaia di migliaia di persone dalle città alle campagne, sia per fini rieducativi (liberarsi dagli aspetti borghesi e dal cancro del commercio) sia per dar vita all'illusorio piano economico basato sulla primitiva "economia del chicco di riso". Il maggior numero di decessi ebbe luogo durante i trasferimenti con marce forzate dalla città alla campagna, ma anche chi sopravvisse non trovò miglior sorte nei campi di lavoro, posti in zone malsane ad alta incidenza malarica. Anche in Cambogia, come negli altri regimi totalitari, fu realizzato un "arcipelago concentrazionario" il cui campo principale di "rieducazione" - denominato S-21 -, fu diretto con incredibile durezza dal "Grande Fratello" Duch, che faceva confessare i presunti crimini ai prigionieri con l'ausilio di atroci torture prima di ucciderli.


Un khmer rosso


Politica del terrore nei
campi di concentramento

Copyleft 2009 - Leggi le nostre condizioni d'uso