Attività del Comitato

Eventi
Fondamenti teorici
Mostre online

Rassegna Stampa

Strumenti di lavoro

Libri e fumetti
Film e audiovisivi
Segnalazioni didattiche
Riflessioni e documenti

Link

Cerca nel sito


Pianificazione

Lenin in una lettera del 1922 scriveva:” I tribunali non devono eliminare il terrore (…) Il principio del terrore va radicato e legalizzato senza ambiguità o abbellimenti”. La stessa linea verrà seguita da Stalin. I tribunali rivoluzionari prima, e poi le cosiddette “trojke”, triumvirati di estrazione politica, ebbero il compito di condannare alla deportazione nei lager sia i criminali comuni sia i controrivoluzionari. Per questi ultimi esisteva un articolo apposito del Codice penale, l’art.58. Il regime sovietico considerava i criminali comuni “socialmente vicini”, compagni che hanno sbagliato e possono essere redenti. Al contrario i condannati secondo l’art.58 erano considerati “socialmente estranei”, dei nemici irrecuperabili, per i quali il lager era la destinazione finale.


Veduta interna di una baracca


Miniera 910011 di Vorkutlag

Tratte da "GULag - Il sistema dei lager in Urss",
a cura di M. Flores e F. Gori, ed. Mazzotta, Milano 1999.