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A partire dal 1990-1991, con la dichiarazione di indipendenza da parte delle
repubbliche di Slovenia e Croazia, si spezza la fragile convivenza di popolazioni
appartenenti a diversi ceppi etnici (serbo, albanese, croato, ungherese, rom ),
con storie e religioni diverse (cristiani, cattolici e ortodossi; musulmani; ebrei ).
L'occasione storica è propizia per la realizzazione della grande Serbia.
Già nel 1937 gli estremisti nazionalisti serbi avevano preparato
un programma genocidario per il Kosovo, con l'obiettivo di ripulire la Serbia degli
elementi stranieri, deportando la popolazione kosovara verso l'Albania e la Turchia.
Nel corso della seconda guerra mondiale, peraltro, gli Ustascia
("insorti", movimento fascista fondato nel 1928 da Ante Pavelic,
con lo scopo di combattere per l'indipendenza della Croazia) usano in Croazia
il metodo della pulizia etnica nei confronti dei Serbi, compiendo un
vero e proprio massacro genocidario (300.000 vittime serbe).
Su queste vicende storiche si costituisce la certezza serba di rappresentare
il "bene", mentre i croati vengono giudicati "
il popolo che ha il genocidio nel sangue".
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