Karen Jeppe
1876 - 1935
Karen Jeppe
Karen Jeppe era una donna danese di grande cultura e con un profondo senso di umanità.
Rimase colpita dalle drammatiche condizioni di vita e dalle persecuzioni subite dalle popolazioni armene a cavallo tra Ottocento e Novecento, in particolare dalla triste situazione di abbandono degli orfani. Abile organizzatrice, volitiva e determinata, ha dedicato la propria esistenza ad alleviare le sofferenze di questo popolo martoriato, fino ai tragici eventi del genocidio nel 1915-1916, cui cercò di opporsi con tutte le sue forze. Segnata nel corpo e nell’anima da questa terribile esperienza, era tornata invano in Danimarca per curarsi, senza riuscire a superare il trauma dello sterminio di vecchi, donne, bambini consumato sotto i suoi occhi: aveva assistito impotente alle marce forzate nel deserto senza riuscire a strappare alla morte tutti quelli che avrebbe voluto salvare, ma solo la piccola parte che le sue forze le consentivano. Pur sapendo di rischiare le brutali ritorsioni dei contingenti turchi addetti alla repressione, aveva nascosto gli scampati in cantina, organizzato la distribuzione di acqua per le carovane, vestito con abiti kurdi e arabi i deportati per sottrarli alla cattura.
Tornata ad Aleppo si impegnò per soccorrere i profughi scampati al genocidio e nel 1922 fu chiamata a far parte del "Comitato per la liberazione delle donne e degli orfani armeni" della Lega delle Nazioni.
Nel Muro della Memoria di Yerevan, una lapide con il suo nome custodisce un pugno di terra della sua tomba di Aleppo.
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