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Nuova lista nera

sul Web l'elenco dei docenti e negozianti ebrei


Ricompare sulla Rete l'elenco apparso nel 2008. Professori e magistrati ebrei sarebbero da epurare secondo Dagoberto Bellucci, militante antisemita che ha anche redatto una lista di negozianti "sionisti". 

Nei blog che riportano la black list si leggono, secondo La Repubblica, "slogan e insulti che potrebbero essere puniti sulla base della legge Mancino". Numerosi sarebbero i post inneggianti al boicottaggio delle attività e delle presunte "lobby ebraiche" che secondo gli estremisti condizionerebbero anche la vita universitaria. 

Di monitorare questi elenchi, oltre alla polizia postale, si occupa il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano (CDEC), che l'anno scorso aveva lanciato un allarme: "In Italia l'antisemitismo cresce e si diffonde online, alimentandosi delle vicende legate al conflitto israelo-palestinese e della scarsa conoscenza che gli italiani hanno degli ebrei. E attraverso internet la propaganda e la diffusione di idee intolleranti diventa più facile". (Foto di Liako)


Sul web liste nere e appelli al boicottaggio, di Marco Pasqua, La Repubblica, 22 luglio 2011

22 luglio 2011

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Negazionismo

il nemico della verità dei genocidi

Una delle caratteristiche ricorrenti nei fenomeni genocidari è il tentativo dei persecutori di occultare le prove dei massacri e negare l'intenzione dello sterminio, attribuendone la responsabilità alle stesse vittime, con un'operazione pianificata di mistificazione della realtà. 
Per attuare questo disegno risulta fondamentale piegare il linguaggio alle proprie esigenze. I nazisti ponevano un'attenzione maniacale all'uso di termini "neutri" per descrivere, non solo all'esterno, ma anche fra loro, la politica antiebraica: "soluzione finale" anziché sterminio, "trasporto" piuttosto che "deportazione"; gli stessi artifici linguistici utilizzati dagli autori del primo genocidio del XX secolo.

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