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Petro Grigorenko

1907 - 1987

generale dissidente sovietico


Figlio di contadini, nel Partito dal 1927, diplomato alla Scuola militare del Genio, pluridecorato per il suo eroismo nella Seconda guerra mondiale, viene promosso generale dopo il XX Congresso del PCUS (1956). Antistalinista già prima del conflitto, quando critica l'impreparazione militare dell'URSS, ai tempi di Chruscev denuncia l'ambiguità del nuovo corso. Sulle responsabilità di Stalin nell'ecatombe di sovietici all'inizio del conflitto aveva scritto un opuscolo circolante nel samizdat. Nel 1961 interviene pubblicamente "in nome del leninismo" per la democratizzazione reale del sistema e contro la repressione. Ben presto viene estromesso dall'Accademia militare Frunze, dove insegna cibernetica, e relegato con un incarico modesto in una lontana provincia asiatica, da dove continua la sua battaglia inondando le varie istanze sovietiche, le organizzazioni internazionali e i PC occidentali di dichiarazioni e proteste. Arrestato una prima volta nel 1964, viene dichiarato "malato di mente", internato in un ospedale psichiatrico e per oltre un anno sottoposto a "cure" coatte. Contemporaneamente viene degradato da generale a soldato semplice, ed espulso dall'esercito senza diritto alla pensione. Liberato nell'aprile 1965, dopo la caduta di Chruscev riprende la sua battaglia di dissidente, in particolare in difesa di Ginzburg, Galanskov e dei perseguitati tatari di Crimea. Nuovamente arrestato nel 1969 verrà internato in manicomio fino al 1974. Nel 1976 è fra i fondatori del "Gruppo moscovita di Helsinki". L'anno dopo gli viene consentito di recarsi negli Stati Uniti per farsi operare e le autorità sovietiche colgono l'occasione per privarlo della cittadinanza. Vive negli USA gli ultimi dieci di vita con l'amata moglie Zinajda. Rifiuta l'insegnamento a West Point, per non formare i giovani che avrebbero potuto combattere contro il suo Paese. Solo post-mortem, nel 1991, sono state riconosciute infondate le perizie psichiatriche e nel 1993 gli è stato restituito il titolo di generale. Ha scritto l'importante volume Memorie (1980).

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L'ardua difesa della dignità umana

nel totalitarismo comunista

Il GULag come organizzazione del sistema dei lager sovietici è stato un potente strumento di sterminio di intere categorie di cittadini nelle mani del totalitarismo comunista, in URSS dalla metà degli anni Venti e per imitazione negli altri paesi del blocco comunista, sia in Europa che in Estremo Oriente, nella seconda metà del Novecento.
Attraverso il terrore il regime ha esercitato un ferreo controllo sociale e la sottomissione completa della popolazione.
Per chi voleva opporsi non si trattava di rischiare la vita per salvare un altro essere umano, ma di salvare la propria identità anche a costo della vita. Solo così, indirettamente, altre vite sono state salvate e questa coraggiosa resistenza morale ha contribuito al disfacimento dell’impero sovietico, fino al crollo del 1989.

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