English version | Cerca nel sito:

8 marzo a Teheran

la voce delle donne iraniane


Mehrangiz Kar

Mehrangiz Kar

8 marzo 2006, ore 17.45, Milano, Casa Armena, piazza Velasca 4, MM3 Missori

Incontro organizzato dal Comitato per la Foresta dei Giusti con due donne iraniane che si battono per il rispetto dei diritti umani nel loro paese:

Mehrangiz Kar, condannata a Teheran per le sue battaglia in difesa dei diritti delle donne

Farian Sabahi, italo-iraniana, storica dell'Islam

L'incontro si inserisce in un ciclo di conferenze sugli episodi di resistenza morale delle donne contro la violazione dei diritti umani nel mondo

Ingresso libero. 


Farian Sabahi (1967) è giornalista professionista. Nata in Italia da padre iraniano e madre italiana, ha conseguito il Ph.D. in Storia dell’Iran presso la School of Oriental and African Studies di Londra. Collabora, esclusivamente su Islam e Medio Oriente, con Il Sole 24 Ore, Diario, Io donna e D di Repubblica, La Stampa, Radio Svizzera, Radio 24 e Radio Popolare. È autrice delle monografie Islam: l’identità inquieta dell’Europa. Viaggio tra i musulmani d’Occidente (Il Saggiatore, Milano 2006) e Storia dell’Iran (collana Novecento, Bruno Mondadori, novembre 2003 di cui è in stampa la nuova edizione aggiornata all’Iran di Ahmadinejad). Insegna il modulo Islam e democrazia al Master in diritti umani dell’Università di Siena e il corso Modelli d’integrazione al Master FSE per manager dell’immigrazione all’Università Bocconi di Milano, dove ha anche tenuto il corso Capire l’Islam (2001-2002). Nell’anno accademico 2002-2003 è stata titolare del corso L’évolution politique et sociale en Iran au XXème siècle presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Ginevra. 

24 febbraio 2006

Commenti

Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

Scopri nella sezione

Multimedia

The Lady

Il film di Besson su Aung San Suu Kyi

La storia

Padre Emanuel Natalino Vura

il prete che salva dalla guerra i bambini-soldato