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A Milano arriva il Belarus Free Theatre

con gli spettacoli "Being Harold Pinter" e "Zone of silence"


Il Belarus Free Theatre (Teatro Libero di Bielorussia) nasce a Minsk nel 2005, fondato dal drammaturgo e giornalista bielorusso Nikolai Khalezin e della produttrice teatrale Natalia Koliada, cui si è successivamente unito il regista Vladimir Scherban. 
La compagnia teatrale è una voce di dissenso, che lotta per la democrazia e l’arte, scontrandosi con difficoltà e rischi come il vivere schedati e non poter avere una sede di lavoro.

Prove e rappresentazioni si svolgono in clandestinità, in appartamenti privati , per motivi di sicurezza, e a causa del rischio di irruzioni della polizia e in campagna dove il pubblico viene convocato il più tardi possibile grazie a un tam tam sotterraneo. 
I membri del gruppo sono oggetto di continui attacch delle autorità, alcuni di loro sono stati incarcerati. 

Il Belarus Free Theatre è l’unica istituzione culturale ad aver ricevuto il Premio dei Diritti dell’Uomo della Repubblica Francese. La compagnia ha trovato il sostegno di personalità come Vaclav Havel, Mick Jagger, Arthur Kopit, Mark Ravenhill, Tom Stoppard e del Premio Nobel Harold Pinter.

GLI SPETTACOLI

23 novembre: "Being Harold Pinter"
Capire come nasce un testo teatrale, distinguere tra la verità nella vita e la verità nell’arte, interrogarsi sul rapporto tra arte e politica. Sono queste le questioni affrontate da Harold Pinter nel discorso che ha tenuto in occasione della cerimonia per il Premio Nobel. Being Harold Pinter inizia e si chiude con la ricerca di una risposta a queste domande. leggi tutto Un problema comune lega i fili del tema che è alla base della rappresentazione: quello della violenza nelle sue manifestazioni più disparate, dalla violenza in famiglia (Ritorno a casa, Ceneri alle ceneri), alla violenza come fondamento di un’istituzione sociale (Il nuovo ordine del mondo, Il bicchiere della staffa), sino alla violenza come forma di relazione internazionale (Il linguaggio della montagna). Le trame si susseguono, personaggi astratti sono via via sostituiti da personaggi reali, vicini e riconoscibili, fino ad arrivare a riflettere intorno agli eventi di Abu-Ghraib e ancora a monologhi di carattere documentario di prigionieri politici rinchiusi nelle celle delle carceri della Repubblica Bielorussa. 

Adattamento e regia Vladimir Shcherban su testi teatrali di Harold Pinter: Il linguaggio della montagna, Il bicchiere della staffa, Il ritorno a casa, Vecchi tempi, Ceneri alle ceneri, e sul suo discorso di accettazione del Premio Nobel e brani di lettere di prigionieri politici bielorussi - con Nikolai Khalezin, Pavel Gorodnitski, Yana Rusakevich, Oleg Sidorchik, Anna Solomianskaya, Denis Tarasenko, Marina Yurevich. Spettacolo in lingua russa e bielorussa sovratitolato in italiano.


24 - 26 novembre: "Zone of silence"
Nel primo capitolo di "Zone of silence" gli attori raccontano storie della loro infanzia: le umiliazioni subite nella scuola materna, un tentato suicidio per un amore infelice, il rapporto con un padre imprigionato due volte e l'ultimo incontro in ospedale con la madre di uno di loro. Ogni storia, raccontata con estrema sincerità, tenta di rispondere alla domanda su come le ferite dell'infanzia influenzino le nostre vite. leggi tutto Questa prima parte si conclude con la storia di Vika Moroz, bambina bielorussa di dieci anni divenuta ostaggio dell’attuale sistema politico bielorusso, strappata alla coppia di italiani che lei considera come suoi genitori. Il secondo capitolo è una panoramica sugli "altri", su coloro che vivono l‘oppressione di un immotivato attacco sociale: un gay bielorusso di colore, una donna sola innamorata di Lenin; un senzatetto con una grande passione per la danza. Cosa li ha spinti ai margini della società? Perché sono diventati “diversi”? Nel terzo capitolo, infine, gli attori tentano di comprendere sterili dati statistici attraverso un contatto non verbale con il pubblico. Perché la Bielorussia è al primo posto in Europa per numero di suicidi? Quanti bambini vengono abbandonati negli orfanotrofi per l'impossibilità da parte dei genitori di provvedere al loro sostentamento? Qual’è il tasso di disoccupazione in Bielorussia e quante persone sono condannate alla sussistenza?

Ideazione Capitolo I Natalia Koliada, Nikolai Khalezin e Vladimir Shcherban - Capitoli II e III Vladimir Shcherban - drammaturgia Konstantin Steshik - regia Vladimir Shcherban autori/attori Pavel Gorodnitski, Yana Rusakevich, Oleg Sidorchik, Anna Solomianskaya, Denis Tarasenko e Marina Yurevich
Spettacolo in lingua russa e bielorussa sovratitolato in italiano.


UN MIRACOLO DELLA FORZA MORALE DEL TEATRO

Al Franco Parenti possiamo assistere in questi giorni a un grande miracolo della forza morale del teatro. Un gruppo di teatranti bielorussi, discriminati da un regime che arresta il pubblico che partecipa ai loro spettacoli clandestini ha reso universale il dramma di un paese di cui in Italia nessuno parla mai. Chi esce dalla loro rappresentazione si sente diverso e prova due sensazioni sorprendenti. Capisce che di fronte alle loro parole tutti noi non possiamo che sentirci bielorussi, perche la loro storia ci commuove. Non sapevamo niente di quel Paese ed ora improvvisamente ci sentiamo solidali a chi è oppresso da uno dei regimi che sotto nuove spoglie ripropone le dinamiche del totalitarismo sovietico.
E poi dopo lo spettacolo si capisce come anche noi viviamo all'interno di una grave degenerazione morale: non sappiamo niente di quel Paese e delle sue sofferenze non per caso o per cattiva informazione, ma soltanto perché da noi da troppo tempo è venuta meno la gerarchia dei valori culturali fondamentali. Non siamo in ascolto perché vince da noi una strana dittatura: quella della banalità e delle stupidaggini.
Ecco la forza di "Zone of silence".
Ritorniamo finalmente alla realtà e ci sentiamo meglio.

Gabriele Nissim


INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Teatro Franco Parenti
Milano - via Pier Lombardo, 14
prenotazioni ai numeri: 02/59995225-260

Il biglietto per ogni spettacolo costa 25€. Acquistarne uno, anche senza assistere alle rappresentazioni, è un grande segno di solidarietà culturale. 


La conferenza stampa di presentazione si terrà lunedi 22 novembre alle ore 13.00 presso il Teatro Franco Parenti.

27 novembre 2010

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