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Cambogia, alla sbarra gli ultimi Khmer rossi

a 30 anni dall'inizio della rivoluzione


Il museo del genocidio di Tuol Sleng

Il museo del genocidio di Tuol Sleng

Si apre a Phnom Penh il processo patrocinato dall'Onu agli ultimi leader dei Khmer rossi, leader della rivoluzione che scrisse una delle pagine più nere della storia. Tra il 1975 e il 1978 i Khmer rossi sterminarono oltre 1.500.000 persone, circa il 20% della popolazione della Cambogia.

Sono imputati "il fratello n.2" Nuon Chea, l'ideologo della dittatura, l'ex presidente Khieu Samphan, l'ex ministro degli Esteri len Saru e len Thirith, ex ministro degli Affari sociali. Il "fratello n. 1" Pol Pot è morto.

Tra i capi d'imputazione, i reati di genocidiocrimini di guerra e crimini contro l'umanità

(Foto di Tkelly7029)

27 giugno 2011

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Kmer Rossi

i "Grandi Fratelli" del genocidio in Cambogia

Il Genocidio avviene tra il 1975 e il 1978.
La Cambogia è un Paese del Sud-Est Asiatico confinante con il Vietnam. Colonizzato dai Francesi, nel 1953 diventa uno Stato indipendente sotto la guida del principe Norodom Sihanouk, rovesciata nel 1970 da un colpo di Stato del generale Lol Non, appoggiato dagli Stati Uniti. Dopo una dura campagna contro i comunisti e i vietnamiti presenti nel Paese, nel 1975 il potere passa ai Kmer Rossi, un piccolo gruppo di estrazione leninista popolare soprattutto nelle zone rurali del nord, che proclama la Repubblica della Kampucea Democratica.

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