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A Marco Impagliazzo il Premio "Hrant Dink"

in memoria del giornalista ucciso


Il giornalista e docente Marco Impagliazzo vince il Premio "Hrant Dink" promosso dal Consiglio per la Comunità armena di Roma. 
Marco Impagliazzo è professore ordinario di Storia contemporanea nell'Università per Stranieri di Perugia, di cui è prorettore. Nel quadro degli studi sulla storia del mediterraneo si è occupato anche della questione armena nell’impero ottomano durante la Prima guerra mondiale. 

Il riconoscimento nasce all'indomani dell'assassinio di Hrant Dink per celebrare il suo impegno come direttore del giornale bilingue "Agos" nel favorire il dialogo tra armeni e turchi. 

Hrant Dink, 4 anni dopo


Il giornalista è stato ucciso da un giovane che gli ha sparato sotto la redazione di Agos. L'assassino è stato arrestato, i mandanti sono in libertà. Lo scorso settembre La Corte di Strasburgo ha condannato la Turchia per aver violato la Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo e le Libertà Fondamentali non rispettando l'articolo 2 sul diritto alla vita. Lo stato turco non ha protetto il giornalista pur sapendolo in pericolo e non ha condotto un'indagine per accertare i responsabili di questa mancanza.

In particolare, lo Stato turco non avrebbe rispettato l'articolo 2 della Convenzione (diritto alla vita), per non aver protetto il giornalista pur sapendolo in pericolo e per non aver condotto un'inchiesta contro i responsabili dell'omissione.

Secondo Andrea Rossini su Osservatorio Balcani la famiglia Dink ha aperto una petizione per avviare un'inchiesta contro 28 rappresentanti della Polizia e della Gendarmeria di Trabzon e Istanbul e uno dei legali della famiglia Dink ha pubblicato il Quarto rapporto annuale sull'omicidio di Hrant Dink in cui sostiene l'esistenza “di un potente apparato e di una mentalità che non solo legittima l'omicidio ma rende anche l'impunità qualcosa di normale. Questo potente apparato è lo Stato stesso. Tutti gli elementi di questo percorso, dal presentare Hrant Dink come un obiettivo nei processi che hanno portato alla sua condanna e poi all'omicidio, e gli ostacoli che sono emersi nel corso del processo contro i suoi assassini, puntano all'ideologia e alla politica dello Stato.” 

21 gennaio 2011

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