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"La mafia avrà una fine"

intervista a Giovanni Falcone, esempio di coraggio civile


Il 23 maggio 1992 sull'autostrada A29 all'altezza dello svincolo di Capaci vennero uccisi il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.



Giovanni Falcone in un'intervista aveva dichiarato: "La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave, e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori".



Oggi 23 maggio 2011 a Palermo è previsto un convegno dedicato a Falcone e a Borsellino dal titolo Giovanni e Paolo, due italiani, organizzato nell'aula bunker dell'Ucciardone, teatro di tante battaglie del giudice. 

(Foto da Wikimedia Commons)

23 maggio 2011

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Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

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I Giusti contro la mafia

documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo

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I cento passi

di Marco Tullio Giordana (2000)