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Metz Yeghern: fu o no genocidio?

gli storici dicono di si


Continua il dibattito sul Metz Yeghern, la tragedia che ha colpito il popolo armeno agli inizi del secolo scorso, dopo che la Francia ha approvato una legge che punisce il negazionismo.
Dalle pagine del Corriere della Sera Sergio Romano esprime la sua solita posizione rispondendo a una lettera del portavoce del Consiglio della Comunità armena romana Robert Attarian: "Conosciamo il risultato della commissione britannica presieduta da Robert Bryce e il rapporto del giovane Arnold Toynbee. Conosciamo le memorie e gli articoli dell’ambasciatore americano Henry Morgenthau, i dispacci dei consoli delle potenze neutrali, le relazioni dei sacerdoti cristiani, le voci dei tedeschi che osarono dissentire della posizione reticente del generale Liman von Sanders, comandante delle forze germaniche in Turchia. Devo ricordare tutto questo per avere il diritto di sostenere che la parola genocidio è impropria e che il parlamento francese dovrebbe occuparsi di altri problemi?"

Eppure il titolare della rubrica "Lettere al Corriere"  richiama "l'ottimo studio di Marcello Flores" Il genocidio degli armeni, che già nel titolo prende posizione. Possiamo ipotizzare che Romano, per uscire dal vicolo cieco in cui si è inoltrato, pensi che si sia trattato di massacri intenzionali che hanno prodotto un genocidio "preterintenzionale"?


Non è di questo avviso Bernard Henry-Levy che afferma, dalle pagine dello stesso giornale: la legge votata prima di Natale, che fa del negazionismo un vero e proprio reato, non è una legge che dovrà scrivere la Storia al posto degli storici. Proprio perché questa Storia è già stata detta, scritta e appurata da moltissimo tempo. Da sempre si sa che gli armeni sono stati vittima, a partire dal 1915, di una campagna sistematica di sterminio: sull' argomento si è sviluppata un' abbondante letteratura, basata in particolare sulle confessioni rilasciate nell' immediato dagli stessi criminali turchi, seguendo l' esempio di Hodja Ilyas Sami. Di conseguenza, da Yehuda Bauer a Raul Hilberg, ricercatori dello Yad Vashem, fino a Yves Ternon e altri, non si conoscono storici seri che possano mettere in dubbio o negare questa realtà".

13 gennaio 2012

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Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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