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"Vogliamo Zarakoglu al Giardino dei Giusti di Milano"

Il console armeno Kuciukian scrive a Pisapia


Sono ormai molti mesi che Ragip Zarakoglu è in carcere. È stato messo in prigione per aver difeso i diritti delle minoranze in Turchia e per aver osato sollevare la questione del genocidio armeno.

Ora il console onorario d'armenia Pietro Kuciukian scrive al sindaco di Milano Giuliano Pisapia per chiedere che inviti Ragip Zarakoglu alla prossima Cerimonia al Giardino dei Giusti di tutto il mondo, sulla collina del Monte Stella a Milano dove un nuovo albero ricorderà sua moglie, Ayse Nur Sarisozen Zarakoglu, che è stata più volte incarcerata e torturata (Scarica la biografia nel box qui sotto).


LA LETTERA AL SINDACO


Kuciukian scrive a Pisapia: 


"Il marito di Ayse Nur, Ragip  Zarakoglu, che ha pubblicato  con la sua  casa editrice Belge numerosi libri sul genocidio armeno, è attualmente in carcere. Arrestato il 28 ottobre 2011 con l’accusa di appartenere al KCK, un'associazione umanitaria per la democrazia della regione a maggioranza curda, ingiustamente ritenuta dal governo turco fiancheggiatrice del PKK, è stato sottoposto ad un interrogatorio di 18 ore. 


Non gli è stata fatta alcuna domanda sulla sua presunta appartenenza al gruppo terroristico, ma gli sono state chieste informazioni dettagliate sui libri pubblicati e specialmente sulle conferenze pubbliche all’estero. In sostanza è detenuto per “reato di opinione”. 
Nel mese di luglio del 2011 è  venuto  in Italia, a Genova, su invito di Nando Dalla Chiesa e del Sindaco Marta Vincenzi  per una testimonianza nella Settimana dei Diritti Umani organizzata dal Comune.


In quell’occasione ha lungamente parlato della mancanza di democrazia in Turchia. 
Ecco perché, avendo io fatto da tramite per la sua venuta, mi sento ora particolarmente in colpa e chiedo il Suo aiuto, Caro Sindaco. Ragip Zarakoglu è’ un uomo buono e spero che Lei abbia la possibilità un giorno di conoscerlo di personalmente.
È stato arrestato assieme ad altre 50 persone, giornalisti, intellettuali, attivisti dei diritti umani.
Nonostante le pressione del suo avvocato, Sennur Baybuya, non si conosce sino ad oggi la data del processo.  
L’attività dei coniugi Zarakoglu, autentici militanti della memoria, ha dato un contributo fondamentale al dialogo e al cammino di riconciliazione fra il popolo turco, il popolo curdo e il popolo armeno.


Conosco e seguo, Signor Sindaco, il Suo impegno passato e presente, in Italia e all’estero a difesa delle minoranze  e a favore dei diritti umani. Per questo mi permetto di chiederLe di  far giungere, anche coinvolgendo il Ministero degli Esteri Italiano e l’Ambasciata di Turchia in Italia,  secondo l’iter che Lei riterrà più opportuno, l’invito a Ragip Zarakoglu a partecipare alla cerimonia al Monte Stella nella giornata in cui onoreremo la figura della moglie Ayse Nur.


È evidente che questo invito, in una circostanza come questa, costituisce una forma di sostegno e di appoggio morale ed ha lo scopo di far giungere alla vittima di un atto di patente ingiustizia il messaggio che  le istituzioni democratiche, gli amici e gli estimatori non lo lasciano solo.
Attualmente Ragip Zarakoglu, assieme al figlio, è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Kandira Kocaeli.


Ho ricevuto una cartolina da Ragip Zarakoglu, tagliata dalla censura che leggo come un vero e proprio appello.
Il Presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia, prof. Baykar Sivazliyan, a nome di tutta la comunità armena di Milano, si associa a questa mia richiesta".


2 febbraio 2012

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Il Giardino dei Giusti di Milano

contro tutti i genocidi

Il 24 gennaio 2003, a Milano, in un'area del parco Monte Stella, è stato inaugurato il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, gestito da un'associazione appositamente costituita dal Comune di Milano insieme all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e al Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo.
Nel corso degli anni sono state onorate figure esemplari di resistenza morale in Rwanda, in America Latina, in Bosnia, nell'Europa oppressa dal nazismo e dal comunismo, in Tunisia, in Russia, in Iran.

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