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"Mi hanno distrutto l'anima"

il sindaco di Monasterace si dimette per l'Ndrangheta


Colpi di pistola contro la serranda della sua farmacia e contro la sua automobile.  È stata l'ultima di una serie di intimidazioni che hanno costretto Maria Carmela Lanzetta, Primo cittadino di Monasterace, (Calabria) alle dimissioni.



Solo nove mesi prima di questi proiettili la sua farmacia era stata bruciata e i suoi familiari erano sfuggiti per poco all'incendio. Ora, desolata, racconta: "Mi hanno distrutto l’anima. Non posso continuare a combattere a mani nude. Mollo perché non sono nelle condizioni di svolgere la mia funzione di primo cittadino. Non solo e non tanto per le minacce e le intimidazioni, ma perché non ho gli strumenti per realizzare ciò che avevo in mente. Lascio perché solo così posso difendere la gente perbene”.




Il sindaco ha "attirato le ire" della mafia solo perché ha cercato di applicare delle banali regole di convivenza civile. Per esempio, ha cercato di far pagare a tutti l'utilizzo dell'acqua pubblica, mandando solleciti e interrompendo il servizio a chi si ostinava a non pagare le bollette dell'acqua.




Le sue dimissioni sono state accolte da molte manifestazioni di solidarietà.

3 aprile 2012

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Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

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