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Chen, trattative per l'esilio

l'attivista cede dopo le minacce alla moglie


L'avvocato cinese cieco Chen Guancheng ha lasciato l'ambasciata USA dove era riparato evadendo dagli arresti domiciliari e si trova in ospedale perché durante la fuga ha riportato una frattura a un piede. All'esterno del nosocomio manifestazioni di sostegno all'attivista che si è battuto contro gli aborti forzati. 

Fonti francesi e americane asseriscono che Chen sarebbe deciso a rimanere in Cina, ma secondo i suoi legali le cose non stanno così e il dissidente starebbe chiedendo di poter partire per gli Usa a bordo dell'aereo su cui viaggia Hillary Clinton


Sembra che l'attivista abbia appreso che le autorità cinesi hanno minacciato di picchiare a morte la moglie nel caso in cui lui continui le sue lotte. Pertanto sarebbe al vaglio l'ipotesi dell'esilio per Chen e i suoi familiari. Il tutto mentre Pechino continua a pretendere le scuse americane per il caso.  

3 maggio 2012

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Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

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