English version | Cerca nel sito:

La strage di Capaci

20 anni dalla morte del giudice Giovanni Falcone


Il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

Per ucciderli i mafiosi hanno riempito di tritolo una galleria scavata sotto l'autostrada. Dopo 20 anni sono noti soltanto gli esecutori materiali dell'attentato ma non i mandanti.


L'aula bunker dell'Ucciardone  ospita il ricordo della strage e di Paolo Borsellino. Intervengono il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio Mario Monti,  il ministro dell´Istruzione, Francesco Profumo, il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, e il presidente di Libera don Luigi Ciotti. Assieme a loro più di 3 mila studenti, giunti a Palermo anche con le navi della legalità.


Per i ragazzi è nato anche un Portale della legalità dove è possibile caricare video e foto.



 
ALCUNE COMMEMORAZIONI


Ho vinto io: il ricordo di Rosaria Schifani, moglie di un uomo della scorta
Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi: un cartone animato dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Mostra fotografica su Falcone e Borsellino a Palermo
La nave della legalità
I 57 giorni: una fiction su Rai uno dedicata a Paolo Borsellino in onda questa sera 


22 maggio 2012

Commenti

Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

leggi tutto

Approfondimento

I Giusti contro la mafia

documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo

Scopri nella sezione

Multimedia

"La mafia avrà una fine"

Intervista a Giovanni Falcone