Strage di Houla, 108 civili uccisi
l'Occidente espelle gli ambasciatori di Assad
La maggior parte delle potenze occidentali sta procedendo a togliere l'accredito ai titolari delle ambasciate siriane dopo la strage in cui sono state trucidate 108 persone. La maggior parte delle vittime ha subito un'esecuzione sommaria, dichiara l'ONU.
I residenti di Houla hanno dichiarato che i miliziani di Assad sono entrati nelle case e hanno aperto il fuoco indiscriminatamente. Kofi Annan si è recato in queste ore a Damasco in rappresentanza della Lega Araba e dell'ONU, ma si è sentito dire da Assad che il massacro sarebbe imputabile "ai terroristi".
Annan ha proposto un piano di pace in sei punti, tra cui la cessazione della violenza da entrambe le parti e la liberazione dei detenuti dalle carceri siriane. Assad l'ha rifiutato sempre "per colpa dei terroristi e dei trafficanti di armi".
Tra le vittime figurano 49 bambini e 34 donne. La strage avrebbe colpito soprattutto il villaggio di Taidou nella regione di Houla. I civili inermi sarebbero stati uccisi da spari ravvicinati o coltellate. I sopravvissuti devono la loro vita al fatto di essersi nascosti o finti morti.
Gli USA, il Canada, la Francia, la Spagna, i Paesi Bassi, la Bulgaria, la Gran Bretagna e l'Italia tra gli altri hanno intimato agli ambasciatori siriani di fare le valigie. Tutte le cancellerie hanno protestato contro "l'assassinio di innocenti".
La Russia ha invece attribuito la strage a colpe di "entrambe le parti" e accusato l'Occidente "di usare Houla come pretesto per avanzare richieste in campo militare". A luglio è prevista in Francia una riunione dei cosiddetti "amici della Siria".
29 maggio 2012
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