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Addio a Gitta Sereny, l'indagatrice del male

scrittrice e storica


Qualche giorno fa si è spenta Gitta Sereny, una giornalista e storica che ha dedicato la vita alla Shoah. Testimone dell'olocausto, ha seguito il processo di Norimberga. Tra i libri che scrisse ricordiamo In quelle tenebre, una intervista a Franz Strangl, il comandante del campo di Treblinka, condannato all’ergastolo per aver dato la morte a centinaia di migliaia di persone. Il risultato è un racconto lucido e folle.


Ghitta al processo di Norimberga incontra anche l'architetto personale  di Hitler,  Albert Speer, e Ministro per la produzione belga del Terzo Reich. Anni dopo conoscerà anche sua moglie, tra la giornalista e il nazista si instaurerà una sorta di amicizia. La scrittrice si domanda se l'uomo fosse a conoscenza del progetto di Hitler di sterminare gli ebrei. Da questo confronto nasce una biografia, In lotta con la verità, in cui emerge il fatto che Speer sapeva del progetto di Hitler ma scelse di non allontanarsi dal Führer.


21 giugno 2012

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Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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