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Quando il genocidio diventa un reality

un programma tv per le vittime dei Khmer rossi


In Cambogia un programma tv cerca di riunire le famiglie disperse a causa  dei Khmer Rossi che hanno dominato il Paese negli anni '70. In questo periodo quasi tre milioni di persone sono state uccise  dalle deportazioni, dai lavori forzati , dalle carestie e dagli omicidi di massa. 

Oggi la Cambogia si confronta con questa pagina nera della sua storia e il programma tv Non è un sogno cerca di riunire le famiglie disperse proprio a causa della dittatura e della guerra civile. Inizialmente il programma stentò a decollare ma quando, nell'aprile 2010, lo staff della trasmissione riuscì a risolvere il primo caso, rintracciando la famiglia di un uomo che era scappato di casa da bambino durante la guerra civile, andò in onda e raccolse decine di richieste.


Tra i casi risolti, quello di Sun Phy, un bimbo di nove anni che venne reclutato nell'esercito di bambini-soldato di Pol Pot. Dopo 30 anni grazie alla trasmissione ha ritrovato la sua famiglia.


In Cambogia non c'è famiglia che non abbia almeno un parente disperso. Il Documentation Center of Cambodia ha raccolto un elenco delle persone uccise durante il regime: sono più di un milione di morti accertati. Verrà pubblicato un elenco, provvisorio, nel 2013.


25 giugno 2012

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Kmer Rossi

i "Grandi Fratelli" del genocidio in Cambogia

Il Genocidio avviene tra il 1975 e il 1978.
La Cambogia è un Paese del Sud-Est Asiatico confinante con il Vietnam. Colonizzato dai Francesi, nel 1953 diventa uno Stato indipendente sotto la guida del principe Norodom Sihanouk, rovesciata nel 1970 da un colpo di Stato del generale Lol Non, appoggiato dagli Stati Uniti. Dopo una dura campagna contro i comunisti e i vietnamiti presenti nel Paese, nel 1975 il potere passa ai Kmer Rossi, un piccolo gruppo di estrazione leninista popolare soprattutto nelle zone rurali del nord, che proclama la Repubblica della Kampucea Democratica.

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La storia

Dith Pran

Giornalista, fotografo e attivista dei diritti umani