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Benvenuto, Presidente!

Yolande Mukagasana sul vertice Kagame-Sarkozy a Parigi


L'11 settembre il Presidente rwandese Paul Kagame si è recato a Parigi dove ha incontrato Nicolas Sarkozy. Molti esponenti del mondo politico internazionale hanno criticato l'incontro accusando Kagame di essere un dittatore. La sopravvissuta al genocidio del 1994 Yolande Mukagasana, promotrice del Giardino dei Giusti di Kigali e candidata al Premio Nobel per la Pace, difende l'ex esponente del Fronte Patriottico Rwandese presentandolo come un liberatore e una figura esemplare per gli altri Paesi africani.


Yolande Mukagasana scrive a Gariwo: "Noi conosciamo il nostro Presidente. Non è un dittatore. È un grande capo di Stato che ama il suo Paese e il suo popolo. Ha orrore dell’ideologia genocida, e che i rwandesi possano ripiombare negli odi inesplicabili. È un Presidente che vorrebbe vedere il suo popolo e il suo Paese vivere liberi e noi lo siamo. Se l’Africa avesse almeno dieci Kagame almeno, potrebbe garantire un avvenire sicuro ai suoi figli. Che tutti gli africani lo sappiano e non si lascino ingannare". 


Inoltre la scrittrice esorta a ricordare la storia, nella quale, scrive, "i bombardamenti di Dresda non rendono scusabile la Shoah" e un genocidio va distinto dalle sue conseguenze. In passato, aggiunge, "I Presidenti Mitterrand e Habyarimana, questi due capi di Stato, volevano che i rapporti tra i loro due popoli e Paesi si riducessero a una falsa amicizia. Habyarimana si è fatto allettare come un aquilotto dalla sua preda, e non ha capito niente. Peccato per loro. Se ne parlerà quanto sarà necessario". Un obiettivo attualmente percorribile da Francia e Rwanda sarebbe il superamento delle tensioni dovute alle reciproche accuse di aver compiuto o sostenuto stragi e massacri durante il genocidio. 


La stampa internazionale ha seguito attentamente la visita di Kagame a Parigi. Segnaliamo in particolare un'intervista del Presidente rwandese su France 2 e un articolo del portale Izuba.


Leggi il testo completo della lettera

16 settembre 2011

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Rwanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Rwanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Rwanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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