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Divieto di circoncisione in Germania

la protesta di ebrei e musulmani


In seguito al caso di un bambino che ha avuto complicazioni dopo la circoncisione, la Corte d'Appello di Colonia ha deliberato il divieto di questa pratica centrale nei culti ebraico e islamico. La sentenza non è vincolante, ma i timori di un risorgere del razzismo sono fondati, visto che la circoncisione è stata vietata anche dall'Ordine dei medici tedesco. 

La reazione delle comunità ebraiche e musulmane non si è fatta attendere. Il presidente della conferenza dei rabbini europei, Pinchas Goldschmidt, ha affermato ieri che la decisione della corte di Colonia "mette in discussione il futuro degli ebrei in Germania" e che la sentenza costituisce "il più grave attacco alla vita degli ebrei dai tempi dell'Olocausto". 


In Germania vivono 120.000 ebrei e 4 milioni di musulmani. Si praticano 50 mila circoncisioni l'anno. Il Ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha subito cercato di rassicurare le due comunità dichiarando che "in Germania la libertà religiosa è totalmente riconosciuta e tradizioni religiose come la circoncisione sono considerate un'espressione di pluralismo religioso".  

13 luglio 2012

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ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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