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"Paolo, le sue idee, le nostre gambe"

serata in memoria di Paolo Borsellino


Paolo Borsellino

Paolo Borsellino

"Il giudice Paolo Borsellino era saltato in aria con tutta la sua scorta. Dopo appena cinquantasei giorni se ne saliva dalla terra verso il cielo, e andava a ritrovare il suo amico Giovanni Falcone.
Da subito imparammo ad amarlo e ne facemmo il nostro eroe pubblico e privato. Era un generoso, un buono, un uomo tutto d'un pezzo, un coraggioso ma semplice, che la mafia aveva ucciso perché lo stato aveva lasciato solo. Ora che sono passati vent'anni, non solo non sappiamo chi l'ha ucciso, ma innumerevoli versioni, ennesime ultime verità, continuano a ucciderlo...
" Da Il vile agguato (ed. Feltrinelli) di Enrico Deaglio.

Una serata in memoria di Paolo Borsellino e interamente dedicata al tema della legalità è in programma per mercoledì 18 luglio alle ore 21.00 presso Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno.

L'iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Monza e Brianza e promossa da Libera, Senza Confini e molte altre associazioni, prevede la proiezione del film Uomini Soli di Paolo Santolini e la presentazione del libro L'eredità di Alex Corlazzoli (ed. Altreconomia).

17 luglio 2012

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Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

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documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo

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