Marek Halter: “Proposte per la Giornata europea dei Giusti”
parla lo scrittore che lanciò l'appello con Gariwo nel 2010
Gariwo ha interpellato Marek Halter, lo scrittore e attivista francese che aveva lanciato con noi la proposta della Giornata europea dei Giusti nel 2010 alla Fondazione Corriere. Ne è nata una discussione che ha portato a chiarire alcuni aspetti. Innanzittutto Halter ha dichiarato: “Mi felicito con Gabriele Nissim per il suo impegno e per aver realizzato l’idea”. Abbiamo chiesto al co-fondatore di SOS Racisme qual è il suo approccio, che cosa farebbe lui per celebrare adeguatamente i Giusti il 6 marzo. “Con Robert Parienti avevamo parlato di istituire una fondazione dei Giusti, che potesse occuparsi di programmi educativi nelle scuole in tutta Europa e di aiutare i Giusti dei conflitti che insanguinano ancora molti Paesi del mondo. Idealmente avremmo organizzato il lancio di quest’iniziativa a Bruxelles, un luogo simbolico come anche Berlino, con l’Orchestra sinfonica di Daniel Baremboim. Di fatto Nissim ha preferito un approccio Paese per Paese”.
In realtà un’iniziativa a Bruxelles si terrà: il Presidente di Gariwo Gabriele Nissim interverrà assieme al Presidente israeliano Shimon Peres al Parlamento Europeo, insieme con il Primo Ministro della Bulgaria Boryssov, per ricordare nella Giornata dei Giusti d’Europa l’azione di Dimitar Peshev, che permise il salvataggio di 48.000 ebrei dalla deportazione. Forse Halter ha deciso di concentrarsi più su eventi francesi che non sull’iniziativa partita dall’Italia? “Niente affatto”, precisa lo scrittore originario della Polonia.
“Ho già proposto al Ministro dell’Istruzione francese Vincent Peillon d’introdurre questo tema in tutte le scuole di Francia”. Il 6 marzo si potrà dunque fare qualcosa in Francia? “Il 6 marzo non è una data che corrisponde agli impegni presi dai politici francesi. Qui commemoreremo il 19 marzo le vittime della strage di Tolosa, nella quale un terrorista islamista ha ucciso dei bambini ebrei. Più in generale, nel campo della difesa dei diritti umani bisogna avere una strategia, e due eventi uno di seguito all’altro non possono mobilitare né le persone né i media, né le coscienze”.
Una bocciatura dunque per le iniziative di Gariwo, che includono anche un ricordo di Vaclav Havel il 6 marzo a Praga, con una riflessione sui diritti umani nella Repubblica Ceca che ha dato i natali a Giusti come l’autore de Il potere dei senza potere e delle Lettere a Olga? “Niente affatto. Sono iniziative molto buone. Anche noi sicuramente organizzeremo un evento sui Giusti dopo le vacanze. Per mostrare che la questione dei Giusti non tocca solo gli ebrei abbiamo già dato avvio a una trasmissione tv dove abbiamo invitato il cantante Corneille, un rifugiato tutsi del Rwanda, e il noto cantautore armeno Charles Aznavour, figlio di persone scampate al massacro degli armeni in Turchia.
Per collegarci all’attualità io ho personalmente condotto degli imam francesi insieme a dei Giusti a visitare il Memoriale della Shoah di Drancy”. Ecco quindi il programma per onorare i Giusti che caratterizza la Francia in questo momento. Ci sono anche personalità che Halter vorrebbe far conoscere in Italia? “Penso che sia giusto e doveroso che Gariwo associ alla propria azione quella della Chiesa polacca, che gioca un ruolo importantissimo in Polonia. La rete di cattolici impegnati nel salvataggio degli ebrei più famosa, la Zegota, ha permesso di salvare molti ebrei”. Si tratta di un esempio che aiuta a combattere l’indifferenza, conclude Halter. “Tutto passa per l’educazione. Bisogna inoltre proporre dei testi, documentari, racconti concernenti le “avventure del Bene” ai Ministri dell’Istruzione di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea”.
27 febbraio 2013
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Giornata europea dei Giusti
Il valore dell’individuo e della responsabilità personale
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per ricordare i non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa così patrimonio di tutta l’umanità.
Il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana.
Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.











